La
prima volta che guarderete la Luna o un
ammasso
stellare scintillante, attraverso un telescopio, ne sarete
entusiasti; ma, col tempo, continuerete a divertirvi
solo se aumenterà la vostra abilità
nell'usare il telescopio. Anche un piccolo strumento,
buono e usato bene, può funzionare ottimamente
e dare grandi soddisfazioni.
I
telescopi di solito si tengono smontati. Si coprono
le estremità del tubo con sacchetti o coperchi
per proteggerli dalla polvere e gli oculari si conservano
in una scatola.
Per
montare un telescopio semplice, di solito si deve
solo raddrizzare il treppiedi o la base e inserirvi
il telescopio. La base deve poggiare su una superficie
piana, in una zona in cui non interferiscano alberi
e edifici e non si riflettano luci vicine. Se il telescopio
poggia su una piattaforma o su una tavola, queste
devono essere molto stabili. Le gambe del treppiedi
devono essere ben fisse per evitare scivolamenti o
vibrazioni.
Se
usate un telescopio equatoriale, prima raddrizzate
il treppiedi o la base, poi attaccate il contrappeso
e infine fissate il telescopio alla culla. Dovendo
smontarlo, prima togliete il telescopio e poi il contrappeso.
Un telescopio pesante deve essere smontato quando
lo si debba spostare da un luogo all'altro. |
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dal 15/3/2001
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Entrambi
i telescopi - l'altazimutale e l'equatoriale - possono
essere montati in qualsiasi posizione. Ma l'equatoriale
funzionerà meglio se l'asse polare sarà
puntato approssimativamente al polo celeste. Per ottenere
risultati migliori, montate il telescopio come segue:
piazzate le gambe del piedistallo o treppiedi in modo
che l'asse polare sia puntato direttamente al polo
celeste (nell'emisfero boreale il Polo è nelle
vicinanze della Stella polare; bloccate l'asse di
declinazione per evitare che si muova. Poi, per controllare
l'allineamento, guardate attraverso il ricercatore,
muovendo il tubo avanti e indietro sull'asse polare.
Se il Polo resta al centro del campo del ricercatore,
l'allineamento è corretto. Se l'allineamento
non è buono, si può migliorare, spostando
lievemente il piedistallo. Fate un segno sul pavimento
o sul terreno in modo che in seguito il piedistallo
o il treppiedi possano essere sistemati con minor
fatica.
Orientamento
di un telescopio equatoriale.
Se
sistemato correttamente, un equatoriale è facile
da usare. Con gli assi sbloccati, si può muovere
in qualsiasi direzione; con l'asse polare bloccato
c'è solo un movimento: da Nord a Sud - comodo
per scrutare il cielo mentre la Terra gira; con l'asse
di declinazione bloccato, c'è solo un movimento:
da Est a Ovest. Così potete tenere un telescopio
puntato su un corpo celeste per lungo tempo, solo
muovendo il tubo sull'asse polare, per compensare
la rotazione terrestre. La vostra mano o una trasmissione
a orologeria possono imprimere questo movimento.
La
maggior parte dei telescopi astronomici è fornita
di tre oculari. Se ne include un quarto per osservazioni
terrestri, dato che gli oculari celesti invertono
le immagini; l'oculare terrestre non si usa per osservazioni
celesti, perchè le lenti addizionali necessarie
per raddrizzare l'immagine riducono notevolmente la
quantità di luce che l'occhio riceve.
Nel
portaoculare c'è un tubo metallico in cui si
inserisce l'oculare. Si muove l'oculare, avanti e
indietro, fino a trovare la posizione che dà
l'immagine più chiara e nitida.
Con
un rifrattore si usa un oculare prismatico per osservare
corpi molto alti nel cielo. In alcuni telescopi a
rifrazione si deve usare la diagonale stellare per
tenere l'oculare abbastanza in fuori e per conseguire
una buona messa a fuoco.
I
principianti hanno il difetto di usare troppo spesso
un oculare molto potente. Gli osservatori esperti
sanno che l'ingrandimento non è la cosa più
importante e scelgono l'oculare più adatto
per ogni tipo di lavoro.
Usate
un oculare poco forte, se volete un vasto campo visivo;
preferite un piccolo ingrandimento per spaziare su
vaste aree del cielo (come quando si cercano comete
e novae) e anche quando guardate vasti ammassi stellari
come le Pleiadi, o ancora quando guardate tutta la
Luna nel suo insieme e non una sola parte. E' preferibile
usare un ingrandimento piccolo anche per cercare un
corpo di debole luminosità che si conosce poco.
Si può poi sostituire l'oculare con uno più
potente dopo aver trovato il corpo che si cercava.
E' necessario un forte ingrandimento per separare
stelle doppie molto vicine, per vedere i dettagli
lunari, i particolari dei pianeti e per distinguere
stelle singole in ammassi chiusi. L'oculare potente,
infatti, tende a scurire lo sfondo e ci aiuta a vedere
corpi poco luminosi. Però, usando un oculare
sempre forte, i dettagli perdono chiarezza.
Sono
stati progettati oculari speciali per l'osservazione
diretta del Sole senza incorrere in alcun pericolo.
Un
accessorio che molti osservatori hanno trovato veramente
soddisfacente è la cosiddetta lente di Barlow.
La si usa combinata a qualsiasi oculare per aumentare
l'ingrandimento. Nello stesso tempo riduce il campo
di osservazione.
Un
osservatore dovrebbe conoscere il campo visivo dato
da ciascuno dei suoi oculari.
Le
condizioni atmosferiche pongono dei limiti ai risultati
del telescopio; una notte possiamo usare un ingrandimento
di 350 per osservare un corpo celeste, e, la notte
dopo, il limite può essere di 200 ingrandimenti.
Certe sere "separiamo" la stella doppia Castore con
150 ingrandimenti e altre volte si possono avere condizioni
tanto sfavorevoli che non bastano 250 ingrandimenti
per distinguere l'una dall'altra le due stelle.
Ingrandimento
contro campo. Una porzione lunare, come appare
vista da un oculare di scarsa, media e alta potenza
(da sinistra a destra). Con l'aumento dell'ingrandimento,
diminuiscono il campo e la nitidezza.
Di
solito non è sufficiente puntare semplicemente
il tubo, ma è necessario usare il ricercatore
(questo potrà avere un campo di 5° o 6°).
Se il ricercatore sarà stato allineato esattamente
con il tubo, un oggetto al centro del ricercatore
si troverà anche al centro dell'oculare.
E'
facile individuare corpi molto luminosi attraverso
il ricercatore, ma per corpi di debole luminosità
forse sarà necessario il metodo "a passi".
Consultando le carte celesti, prendiamo nota della
posizione del corpo rispetto alle stelle più
brillanti vicine. Usando queste come indicatori, possiamo
avvicinarci all'oggetto cercato.
Muovendo
il tubo di un telescopio a riflessione, forse sarà
necessario girarlo sull'asse longitudinale per tenere
l'oculare e il ricercatore in posizione comoda. Tutti
i buoni riflettori sono dotati, di solito, di un tubo
girevole. Nei rifrattori la diagonale stellare permette
una osservazione comoda in qualsiasi direzione. Gli
osservatori esperti hanno l'abitudine di stimare le
distanze celesti in gradi e di usare il Polo celeste
come punto di riferimento. Le distanze fra le stelle
si possono stimare facilmente con l'aiuto del ricercatore.
Una
sezione di cielo vista con il ricercatore o con l'oculare,
oltre a essere invertita, è ingrandita. La
stessa regione celeste appare diversa se vista a occhio
nudo. Il principiante può confondersi, ma con
la pratica tutto diventa più facile. |
Osservare
col telescopio significa sottoporre i nostri occhi ad una
prova; e col tempo naturalmente imparerete anche a "guardare"
meglio. Un buon osservatore non guarda fissamente e a lungo
attraverso il telescopio; guarda attentamente, ma per breve
tempo. Guardare a lungo e intensamente causa stanchezza e
perdita di sensibilità visiva. Un osservatore esperto
di pianeti può guardare per metà della notte
in attesa di quei pochi secondi in cui la visibilità
è abbastanza buona da rivelare qualche dettaglio delicato;
ma è essenziale riposare di tanto in tanto gli occhi.
Quando
guardate attraverso un oculare, tenete aperti tutti e due
gli occhi: in questo modo li sottoporrete a una minore fatica.
Imparerete presto a concentrarvi su quello che vedete. Mentre
cercate un corpo poco luminoso, o dettagli molto attenuati
su un corpo celeste, guardate un pò di lato, così
userete la parte più sensibile della retina.
Confrontando
magnitudini stellari, gli osservatori di stelle variabili
tengono presente che l'occhio è particolarmente sensibile
al rosso; il rosso si accumula sulla retina come la luce su
una pellicola fotografica. una stella rossa osservata a lungo,
sembra diventare più brillante.
Non
guardate mai il Sole senza le debite precauzioni.
.Ricercatore
e oculare di un rifrattore (in alto), di
un riflettore (in basso)
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Le
prime esperienze di un principiante nell'uso delle carte stellari
possono essere deprimenti e confonderlo. Il campo stellare
sulla carta non assomiglia allo stesso campo visto col ricercatore
e con l'oculare. Anzitutto i due campi differiscono per la
scala: nel telescopio infatti l'osservatore vede più
stelle di quante appaiono sulla carta. Infine, secondo la
costruzione dello strumento, il campo visto attraverso l'oculare
può essere rovesciato o invertito o tutte e due le
cose. Alcuni telescopi cambiano il campo in modo tale, che
è necessario guardare la carta in controluce, dal rovescio.
Qualche
volta può restare perplesso perfino un osservatore
esperto; il principiante quindi non deve scoraggiarsi. Con
l'esperienza, imparerà presto ad avere dimestichezza
col campo stellare del suo strumento. Il metodo da seguire
è del resto semplice: guardate la carta stellare e
scegliete una stella brillante vicina al corpo cercato. Usando
il ricercatore, puntate il telescopio sulla stella guida.
Guardate nell'oculare, identificate la stella e notate la
figura che forma con le stelle vicine (triangolo, arco, ecc.).
Poi tenete la carta in modo che la figura su di essa sia nella
stessa posizione che nell'oculare.
| Come tenere
una carta stellare. Nell'emisfero boreale, quando
l'osservatore è rivolto a Est, il lato N della
carta è alla sua sinistra, nella direzione
del Polo Nord celeste. Quando è rivolto a Sud,
il lato N è in alto. Se rivolto a Nord, il
lato N è in alto o in basso, a seconda che
il campo sia sopra o sotto il polo. Se rivolto a Ovest,
il lato N è verso destra. Nel''emisfero australe,
il procedimento è lo stesso, eccetto che quando
ci si rivolge a Sud, il lato S è verso il polo. |
per i problemi di carattere tecnico vai:
GUIDA AI TELESCOPI di E. Ricci
Stazionamento
del telescopio
di M. Papi
Astrofili.org
LE
CARTE STELLARI
Impariamo ad osservare il cielo
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dell'osservatore | Conoscere
il cielo | Primi
passi nell'osservazione | L'uso
del telescopio | Carte
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