Omega Centauri.
Questo magnifico ammasso globulare, visibile
a occhio nudo, brilla nella costellazione australe
del Centauro. Assomiglia all'ammasso M 13 di Ercole,
nell'emisfero boreale
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alla
piccola
Alessandra spentasi
come luce di stella nel fulgore del Sole...
Le
galassie sono costituite di stelle, pianeti e astri
minori, gas e polvere cosmica. Le stelle sono corpi
celesti brillanti di luce propria; molte hanno un
diametro di milioni di chilometri. Alcune sono 10.000
volte più rarefatte dei gas che formano la
nostra atmosfera, altre sono così dense che
una manciata delle sostanze che la costituiscono sulla
Terra peserebbe tonnellate. All'interno la temperatura
delle stelle è di milioni di gradi, e alla
superficie di solito si raggiunge una temperatura
di 30.000° C. Probabilmente molte stelle, se non
la maggior parte, sono circondate da pianeti.
Tutte
le stelle visibili con un piccolo telescopio appartengono
alla nostra galassia. La più vicina alla Terra
è lontana 4,5 anni luce, il che equivale a
42 trilioni di chilometri: è la Proxima Centauri,
che osservata con i telescopi più potenti,
appare come un puntino di luce.
Le
stelle variano in luminosità, colore e dimensioni.
Diversamente dai pianeti, brillano di luce propria.
Anno dopo anno, mantengono quasi esattamente la loro
posizione relativa. |
GRUPPO OMEGA
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Gli
antichi notarono che le stelle formavano delle figure
apparenti nel cielo. Intorno ad esse fiorirono così
leggende di re e di regine, di cacciatori e di animali.
Col passare dei secoli le configurazioni stellari
sono leggermente mutate, ma i nomi attribuiti loro
anticamente sono rimasti nell'uso corrente e anche
nel linguaggio astronomico. Conosciamo così
il re Cefeo, la regina Cassiopea e Dragone. Anche
nell'emisfero australe, dove le costellazioni furono
denominate molto più tardi, sono ancora validi
i nomi che assegnarono loro quei marinai che primi
si spinsero nei mari meridionali.
Scientificamente
le costellazioni non hanno alcun significato, ma è
proprio mediante le costellazioni che i neofiti possono
imparare, con una certa facilità, a riconoscere
le stelle, e possono orientarsi nel cielo conoscendo
le principali costellazioni della loro latitudine.
Tutte
le costellazioni compaiono sulle mappe
celesti
.
Queste mappe indicano le stagioni in cui si può
vedere agevolmente ogni costellazione.
Scegliete
un qualsiasi piccolo gruppo di stelle. Guardatelo
a occhio nudo, col binocolo e poi con un telescopio
dotato di un obiettivo di 7,5 cm o più. Noterete
un aumento quasi incredibile del numero delle stelle
visibili e del loro aspetto. Una stella, che a occhio
nudo, sembra essere singola, al telescopio può
apparire doppia o addirittura quadrupla. Una piccola
zona nebulosa può risultare essere un ammasso
formato di centinaia di stelle.
Certe
stelle, se guardate in notti diverse, mostrano cambiamenti
di luminosità: sono le stelle variabili. Le
stelle che appaiono e scompaiono sono le novae.
Una
delle regioni celesti più ricca di stelle è
la Via Lattea.
In
una notte scura e limpida, lontano dalle luci urbane,
parti della Via Lattea sembrano nuvole. Questa apparente
concentrazione di stelle è dovuta alla prospettiva.
La nostra galassia, che ha un diametro di circa 100.000
anni luce, ha la forma di una lente biconvessa, sottile
ai bordi e più spessa al centro; il sistema
solare si trova a circa 30.000 anni luce dal centro.
Quando un osservatore sulla Terra guarda verso la
Via Lattea, guarda di conseguenza verso il bordo della
nostra galassia.
Puntate
il vostro telescopio, o binocolo, su qualsiasi zona
della Via Lattea, per esempio nei pressi del Sagittario,
che si trova in direzione del centro della nostra
galassia. Quasi tutte le stelle sono colorate: dal
bianco e blu di Vega e Sirio, al giallo di
Capella
e al rosso di Arturo e Antares. Notate quanti colori
siete capaci di distinguere. Alcune stelle doppie
sono particolarmente interessanti a causa del loro
colore - per esempio Albireo (b
Cygni), una delle più belle stelle doppie.
Negli
atlanti stellari sono segnate molte stelle variabili
e ammassi stellari. Val la pena di cercarli; molti
si trovano facilmente. Per certe stelle variabili
ci vogliono carte dettagliate oppure conoscere le
coordinate in modo da poterle riportare sul vostro
atlante.
Elenchi
dettagliati di stelle, con le loro caratteristiche
e loro posizioni, sono dati nei libri di testo, manuali
astronomici e altre pubblicazioni.
In
molti atlanti stellari, certi corpi sono segnati con
una "M" seguita da un numero; la "M" si riferisce
all'elenco di ammassi stellari e di nebulose preparato
dall'astronomo francese Charles Messier. L'elenco
include circa 100 corpi visibili con piccoli telescopi.
Se questi corpi non sono segnati nel vostro atlante,
consultate un elenco dei corpi di Messier e riportateli
sul vostro atlante; poi provate a vedere quanti riuscite
a individuarne.
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Un
binocolo vi aiuterà a vedere le stelle e gli ammassi
stellari, ma con una notevole limitazione per la ristretta
apertura di campo e per il basso potere d'ingrandimento; è
quindi consigliabile l'uso di un rifrattore da 7,5 a 15 cm,
o un riflettore da 15 a 30 cm. Il più indicato è
un telescopio equatoriale con cerchi di ascensione retta e
declinazione, perchè quando è ben orientato,
si può puntare facilmente sui corpi debolmente luminosi.
Un telescopio con campo molto vasto e una breve distanza focale
fornisce una buona visione di nebulose e ammassi stellari.
E'
consigliabile osservare quando l'atmosfera è tranquilla
e limpida, e, in particolare, fra l'ultimo e il primo quarto
di Luna. Osservate le stelle doppie quando la visibilità
è ottima, cioè quando le stelle sembrano punti
fissi e non scintillano molto. Tutte le stelle si vedono meglio
quando sono alte sull'orizzonte.
Quando
guardate al telescopio, tenete aperti tutti e due gli occhi
per evitare sforzi. Imparate a ricavare il massimo da una
breve occhiata. Se l'occhio con cui osservate si stanca, ogni
tanto chiudetelo per farlo riposare e poi riapritelo. Quando
usate un rifrattore, applicate un paraluce all'obiettivo,
così da evitare interferenze di luce estranea e anche
per oscurare lo sfondo; in tal modo si vedono meglio
i corpi più deboli.
Se
si guarda fissamente un corpo debole, sembra che questo diventi
sempre più debole, man mano che l'occhio si affatica.
Guardate perciò il corpo un pò di lato e vedrete
che vi sembrerà meglio definito.
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Algol, stella
variabile ad eclisse.
Quando una delle
due componenti passa davanti all'altra, la luce diminuisce;
il periodo è di circa 3 giorni. |
La maggior
parte delle stelle conosciute sono stelle doppie, cioè
formate da due componenti; alcune stelle sono formate da
tre
componenti e anche più. Un buon occhio può
distinguere la famosa "doppia" nella curva del timone del
Grande Carro (o Orsa Maggiore); la più luminosa delle
due è
Mizar; la sua compagna
è Alcor. Ruotano intorno a un centro comune. Col
telescopio si vede che Mizar è a sua volta una stella
doppia. A occhio nudo si vede Epsilon Lyrae come una doppia
dalle due componenti molto vicine. Si sdoppia facilmente
con un binocolo. Con un piccolo telescopio di buona qualità,
a 100 o 200 ingrandimenti, si può sdoppiare ancora
ognuna delle due stelle. Epsilon Lyrae è una stella
formata da quattro componenti. La stella polare e Castore
(a
Geminorum) sono stelle doppie, e si possono sdoppiare con
un telescopio da 7,5 cm.
Le stelle doppie sono belle da guardare, e osservandole
mettete alla prova il vostro telescopio.
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M 44. Questo
ammasso stellare aperto, che si può osservare
bene col binocolo, si trova a circa 14° a sud-est
di Polluce. |
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Sono
gruppi di stelle che viaggiano relativamente vicine nello
spazio. Le componenti degli ammassi "aperti" sono ben distinte
e si possono risolvere facilmente con un piccolo telescopio.
Negli ammassi "globulari" le stelle sono vicinissime tra loro,
tanto che l'ammasso ha l'aspetto di una macchia evanescente;
è difficile potere risolverlo con un telescopio piccolo.
Le
Pleiadi ("le Sette Sorelle") sono un ammasso aperto. Sei sono
visibili a occhio nudo, e, con un piccolo telescopio, l'ammasso
rivela centinaia di stelle che, in un telescopio grande, appaiono
avvolte in nuvole di gas luminosi. Le
Iadi formano un altro
ammasso aperto, ma forse il migliore è il
doppio ammasso
di Perseo.
Alcuni
ammassi, molto deboli a occhio nudo, visti al telescopio si
trasformano, come per magia, in migliaia di stelle. Guardate
M 13 - uno dei migliori ammassi globulari. A occhio nudo sembra
una stella tenue, con il binocolo appare come una piccola
nuvola rotonda, ma con un telescopio da 10 cm, cominciate
a risolvere le stelle. Pare che M 13 sia formato da 500.000
stelle!
Confrontate
M 13 con M 44, un bell'ammasso aperto. I nostri telescopi
grandi possono distinguere in esso circa 400 stelle.
Vi
sono stelle dalla luminosità variabile. Alcune mostrano
una variazione regolare secondo un determinato periodo che
può essere di alcune ore, di molti giorni e di parecchi
anni. Alcune variabili sono irregolari, cioè non hanno
un definito periodo di variazione.
Le
stelle variabili regolari differiscono per il periodo di variazione,
ma il loro comportamento è abbastanza prevedibile.
Le
stelle variabili irregolari sono imprevedibili. Possono mantenere
la stessa luminosità per lunghi periodi di tempo, prima
di variare; oppure variano continuamente.
Le
variabili regolari con periodi corti sono di due tipi - ad
eclisse e pulsanti. L'esempio classico di una variabile ad
eclisse è fornito da Algol (b
Persei); la sua variazione si può osservare senza alcun
aiuto ottico. Questa stella in realtà è una
doppia, con le due componenti che ruotano attorno un centro
comune. La variazione si verifica quando una componente passa
davanti all'altra a intervalli regolari - così da eliminare
parte della sua luce. In Algol l'eclisse dura circa quattro
ore a intervalli di circa 3 giorni. La magnitudine massima
di Algol è di +2,2, la minima +3,5
Le
variabili pulsanti sono stelle singole che si contraggono
e si espandono a intervalli regolari. La loro emissione di
luce aumenta e diminuisce in conformità.
Omicron
Ceti (Mira), una delle variabili più famose, aumenta
dalla debole magnitudine 10, fino alla magnitudine 3 (a volte
anche 2) in circa 150 giorni. Ci vogliono circa 180 giorni
perchè raggiunga il minimo. A causa di questa gamma
di luminosità, era stata considerata una nova.
L'osservazione
delle variabili è uno dei campi di ricerca preferiti
dall'osservatore. Le osservazioni continue di quasi 1000 di
tali stelle sono eseguite dai membri dell'American Association
of Variable Star Observers (AAVSO) di tutto il mondo, che
inviano periodicamente all'ufficio generale le loro valutazioni
sulle magnitudini attuali delle stelle; si usano queste valutazioni
per preparare le così dette "curve di luce".
L'osservatore
si serve di una carta speciale per localizzare le variabili.
Questa carta indica la magnitudine delle stelle vicine, che
hanno una luminosità costante. Confrontando la variabile
con queste stelle si può fare una
stima
della sua magnitudine al momento dell'osservazione.
Alcune
variabili si trovano e si controllano facilmente, altre rappresentano
una sfida per gli osservatori esperti. Per esempio, le variabili
rosse sono ingannevoli, tendono a sembrare più luminose
di quello che sono in realtà.
Qualsiasi
variabile, vicinissima a una stella molto più luminosa,
può trarre in inganno. Alcune variabili sono doppie
difficili da separare anche con un grande telescopio. Alcuni
osservatori dicono che, maggiori sono le difficoltà,
più la ricerca è appassionante.
L'osservazione
continua di variabili compiute per più di 50 anni da
dilettanti, ha aiutato gli astronomi professionisti a conoscere
la struttura, la composizione e l'evoluzione dell'universo.
Le
novae costituiscono una classe speciale di variabili; di solito
sorgono di colpo dall'oscurità, poi si affievoliscono
lentamente - qualche volta oltre i limiti dei telescopi più
grandi. Più tardi alcune risplendono improvvisamente
di nuovo, ma la maggior parte diventano variabili deboli o
spariscono del tutto. Indubbiamente sono manifestazione di
potenti esplosioni.
Emissione variabile
di luce. In questa carta ogni puntino rappresenta una
osservazione fatta da uno delle centinaia di osservatori dell'AAVSO
disseminati in tutto il mondo.
(1)
Osservate la Via Lattea per tutto l'anno. (2) Provate a sdoppiare
stelle doppie vicine al limite di risoluzione del vostro telescopio.
(3) Osservate delle variabili e segnate i loro cambiamenti
di luminosità. (4) Quando viene annunciata una nova,
osservate e costruite la curva di luce. (5) Provate a vedere
quanti corpi Messier potete trovare con il vostro telescopio.
(6) Con una carta stellare provate la capacità dei
vostri occhi nel distinguere stelle poco luminose.
Le stelle (approfondimento)

La Via Lattea e Le Stelle
Astrofili.org
Il
Cielo del Mese
a cura
della rivista
COELUM
I
Sentieri della Notte
di Fredi
De Maria
guida
alle meraviglie del cielo stellato, costellazione per
costellazione
Osservare
le Stelle variabili
Le
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