ASTROGALLERIA
GRUPPO OMEGA
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Corpi
come i pianeti risultano come macchioline nelle fotografie
eseguite con una macchina fotografica normale, quindi
si deve usare un telescopio unitamente a una macchina
fotografica astronomica o normale.
In molti piccoli strumenti, basta porre
il corpo di una macchina fotografica senza l'obiettivo
su una particolare ghiera fissata al telescopio. Il
telescopio stesso diventa l'obiettivo della fotocamera.
Se la macchina è una reflex, cioè un
apparecchio che permette di osservare nel mirino ciò
che si fotografa, è possibile mettere a fuoco
le immagini delle stelle con una certa facilità.
Quando
si devono fotografare dettagli della Luna o dei pianeti
bisogna ingrandire al massimo l'immagine e per questo
occorre trasformare la focale del telescopio in modo
che essa assuma un valore grandissimo. L'artificio
si può ottenere eseguendo fotografie attraverso
un oculare di media focale e di ottima fattura, dietro
al quale viene posta la macchina fotografica. L'oculare
ha la funzione di allungare artificialmente la focale
dello strumento portandola fino a 10 o addirittura
30 metri; questa nuova focale dicesi focale
equivalente.
Puntando
sulla Luna si cercherà di mettere a fuoco attentamente,
sul mirino della macchina, i dettagli dei crateri
specialmente quelli posti sul terminatore che sono
i più contrastati e più netti nei loro
dettagli. Adoperando quindi una pellicola non troppo
sensibile, per evitare la grana grossa, si può
tentare una serie di fotografie fatte con vari tempi
di posa - da 1/50 di secondo fino a qualche secondo
- per poi scegliere la migliore.
Le
fotografie della Luna sono le più facili e
anche le più belle. Assai più laboriose
e meno dettagliate sono invece quelle dei pianeti.
Un principiante può tentare solo qualche fotografia
di Saturno nella quale potrà vedere appena
l'anello, se tutto è andato bene, oppure qualche
posa su Giove ove solo qualche banda oscura apparirà
solcare il disco del pianeta.
I
dettagli più fini, i pianeti più difficili,
Marte per esempio, necessitano non solo di buoni telescopi
ma soprattutto di una pratica fotografica e di osservazione
molto lunga e raffinata.
La
rotazione terrestre ha poca importanza nelle fotografie
con pose di 8 secondi circa fatte solo con la macchina
fotografica o nelle pose di circa 1/2 secondo, o meno,
fatte attraverso il telescopio. Con pose più
lunghe, necessarie per astri deboli, gli oggetti non
risulteranno ben definiti se non c'è un movimento
di compensazione della macchina fotografica. Un supporto
equatoriale può fornire questo movimento.
Se il telescopio ha una montatura motorizzata
è possibile effettuare pose di parecchie ore
ma è necessario effettuare la cosiddetta "guida
fotografica", una procedura che consiste nel
tenere perfettamente puntata una stella al centro
di un reticolo illuminato durante tutto il periodo
dell'esposizione. L'immagine della stella di guida
potrà essere fornita o da un telescopio più
piccolo montato in parallelo a quello principale,
dove è collegata la fotocamera, oppure dallo
stesso telescopio principale tramite uno speciale
accessorio chiamato "sistema di guida fuori asse".
Quali
pellicole usare? Oggi in commercio esistono pellicole
di varie sensibilità dalle più lente
alle più rapide. La sensibilità si misura
in particolari gradazioni, cioè in ASA oppure
in DIN. Le più adatte per il nostro scopo sono
evidentemente quelle più rapide, sia a colori
che in bianco e nero; la loro sensibilità deve
raggiungere almeno i 400 ASA, corrispondenti ai 27
DIN.
Alcune
ditte sviluppano e stampano bene fotografie celesti.
L'osservatore dovrebbe imparare a farlo da solo -
seguendo le istruzioni allegate alle pellicole.
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Fotografia
del moto apparente della volta celeste presa
in direzione del polo. (E. Lo Savio e G.
Marino - CT) |
In
una notte senza Luna, caricate la vostra macchina
con una pellicola veloce. Ponetela su un treppiedi
e puntatela su qualsiasi gruppo di stelle molto brillanti.
Aprite completamente il diaframma e mettete all'infinito.
Poi fate una serie di fotografie, di 1 secondo, 5
secondi, 10 secondi, eccetera. Esponete per circa
5 minuti. Non girate la pellicola tra le diverse pose,
ma aspettate qualche minuto prima di scattare la fotografia
successiva. Quando la pellicola sarà sviluppata,
mettetela in un visore di vetro. Ogni stella apparirà
sulla pellicola come una catena di immagini che aumentano
di misura. Più lunga è la posa, più
lunga sarà la traccia. Questo esperimento vi
insegnerà le pose per le stelle, il potere
dell'obiettivo e il campo visivo della vostra macchina
fotografica.
Adesso
mettete la macchina fotografica su un treppiedi, e
puntatela su un gruppo stellare luminoso, vicino all'equatore
celeste. Fate una posa di 20 minuti. In questo tempo
le stelle si sposteranno di 5°, quindi la lunghezza
delle tracce sulla negativa indicherà il campo
visivo della macchina fotografica. In una notte limpida,
fate una posa di 2 o 3 ore per registrare il moto
apparente attorno al polo. |